FEDERICA MOLTENI


in Alfonsina Strada. Una corsa per l'emancipazione

Domenica 28 Giugno, ore 19.30 , La Rosa - Ippodromo Caprilli

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regia Michele Eynard
produzione Luna e GNAC Teatro
tratto da: Più veloce del Vento (Tommaso Percivale- Ed. Einaudi)

Alfonsina Morini Strada è figlia di contadini e di un tempo che non ha scelto, i primi del ‘900. Un tempo in cui il ciclismo è per impavidi eroi. Sono forti, sono gagliardi. E sono tutti maschi. Alfonsina è una bambina di dieci anni quando si innamora della bicicletta.
 È una ragazzina quando si allena di nascosto con la vecchia bici del padre.
È una donna quando diventa una ciclista, una campionessa, una vera sportiva. Ma soprattutto, Alfonsina è uno SCANDALO.
Perché vive nell’Italia di cento anni fa.
 L’Italia del fascismo, l’Italia del pensiero maschilista, l’Italia in cui le donne non votano. In questa Italia Alfonsina si inventa e si costruisce il proprio destino, scardinando preconcetti e convenzioni e partecipando - unica donna nella storia - al Giro d’Italia, nel 1924.
Quella di Alfonsina è una storia VERA e straordinaria. E’ strana la storia di questa donna. Perché è la storia di una sconosciuta, di una donna dimenticata dalla storia, eppure è una vita incredibile, successa cento anni fa. Quando le donne non potevano scegliere marito, professione, destino... e nemmeno gli abiti da indossare. Quando le donne non potevano studiare, frequentare l’università, votare, andare al bar o a teatro. Alfonsina rompe le convenzioni, per misurarsi con un mondo tutto maschile, perché il ciclismo è uno sport di forza e fatica. Inforcare una bicicletta, pedalare con le gambe nude, indossare una maglietta… oggi sono la normalità, ma nel primo ‘900 erano uno scandalo, soprattutto in piena ascesa fascista. Ma Alfonsina è come il vento, che non conosce leggi né limiti e corre finché ha forza, finché le gambe reggono, finché c'è un orizzonte da raggiungere e superare: correre il Giro d’Italia del 1924. Prima e unica donna nella storia. Per parlare di una donna dimenticata, di diritti conquistati, di strade ancora da percorrere.